Tourn è un nome che suona sicuramente familiare a chiunque abbia letto “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern. Il suo nome compare più volte al fianco di Bodei, Moscioni, Giuanin, Antonelli e tutti gli altri co-protagonisti del libro del sergente Rigoni. Ma chi era Tourn?

Il sergente nella neve, di Mario Rigoni Stern: copertina

Leggendo quelle pagine l’interrogativo è sorto immediatamente. Discreto prima, esplosivo poi: chi era quel Tourn? E’ un nome, un cognome, un soprannome o cos’altro? Se era piemontese, di dov’era? E se era piemontese, soprattutto, perché era lì nel Vestone, con la Tridentina?

Dopo approfondite ricerche, quel nome è diventato un volto e quel volto è diventato una storia. Una incredibile storia.

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Chi era Tourn?

Emilio Tourn nacque a Luserna San Giovanni (TO) nel 1917. Una giovinezza passata tra le strade della Maddalena e di Rorà, lavorando come scalpellino presso le cave della Pietra di Luserna, poi la chiamata alle armi: l’Albania, i problemi di salute, la Grecia, i cambi di battaglione. Poi è stato il destino a dettare una svolta ed a ridefinire la posizione di Tourn nella storia: Emilio partì a sorpresa per la Russia con una tradotta che lo porterà a ritrovarsi in un caposaldo sul Don proprio al fianco di quello che diventerà il “sergente nella neve”.

E’ stato proprio Mario Rigoni Stern a battezzare Emilio come “Tourn il piemontese“, chiamandolo per due volte così nel proprio capolavoro letterario che racconta il ripiegamento della Tridentina dal Don in quel lontano 1943. Sono complessivamente 29, e tutte dense di significato, le citazioni di Tourn ne “Il sergente nella neve”, oltre a quelle ulteriori in altri libri ed interviste conseguenti al grande successo letterario del volume pubblicato nel 1953.

Immagine di Emilio Tourn, il piemontese raccontato da Mario Rigoni Stern ne Il Sergente nella neve

Una storia di sofferenza, che è la medesima dei molti soldati mandati in quel drammatico inferno, ma anche una storia di grande resilienza basata su ironia e forza d’animo. Diventando, infine, una grande storia di amicizia. La storia di Emilio è in parte raccontata da Rigoni Stern ed in parte tracciata dai documenti che ho scoperto durante le ricerche portate avanti in occasione del 9° raduno degli Alpini della Piana Cuneese (Cervere, 2023), nonché da documenti di archivio, libri che intersecano a più riprese il percorso di quello scalpellino ed infine dai carteggi ritrovati presso l’archivio di Mario Rigoni Stern presso la biblioteca di Asiago.

La storia di Emilio Tourn non finisce però con il rientro in Italia da reduce: la sua epopea ha toccato tutte le sofferenze della Seconda Guerra Mondiale, ha attraversato il calvario degli IMI (Internati Militari Italiani) e si è conclusa con una morte prematura all’età di soli 46 anni.

Una vita tanto breve e tanto intensa, che ha visto scorrere i titoli di coda lasciando evidentemente qualcosa di incompiuto. Emilio, però, ha lasciato molte tracce ed ha voluto in qualche modo farcele trovare. Di qui il racconto di una vita che vuol essere monito per i più giovani: leggete, studiate, cercate, imparate, cercate di capire. Perché la Storia ha tutto da insegnare e troppo spesso sarà derubricata a semplice esercizio di stile.

Tourn, era una persona normale che il destino ha sbattuto nei peggiori teatri di guerra del ‘900, ma ha affrontato tutto a testa alta e la sua vita è ora qui a raccontarci tutto quel che era giusto non disperdere: quella che ne esce è una figura ricca di significati, una seconda interessante rilettura de “Il sergente nella neve” e una vivisezione di tre decenni fondamentali per la storia italiana.

Presentazione a Cervere (CN), 9 settembre 2023

E ora?

Questa vicenda non finisce qui perché costruisce il proprio significato proprio nella divulgazione, nel dar voce ad Emilio Tourn affinché possa raccontare i tanti insegnamenti che il uso percorso è in grado di offrire. Dalla ricerca che ho condotto ne sono scaturiti:

100 volumi de "Il sergente nella neve" regalati a scuole e biblioteche

La storia di Emilio Tourn, il soldato scalpellino raccontato sia da Mario Rigoni Stern che da Ermanno Olmi, è stata infine raccolta in un libro che si farà, proprio tramite il filo conduttore della vita di Emilio, testimone delle incredibili e travagliate vicissitudini di quella generazione e di quell’Italia.

Una storia di enorme significato, che va raccontata poiché portatrice di valori troppo importanti per poter andare perduti: la memoria di Emilio sia un valore per chi, facendosene testimone, la porterà avanti trasmettendola alle nuove generazioni.

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